In un passato povero di tecnologia come faceva il contadino a sapere quando fosse giunto
il momento di seminare, di falciare il fieno, di fare vendemmia? Nella civiltà contadina i
saperi derivavano da una lunga esperienza, dalle conoscenze trasmesse di padre in figlio,
da messaggi orali, da proverbi. Un tempo l’idea di sapere coincideva con quella di
esperienza. Di conseguenza la cultura popolare tendeva a perpetuare condizioni di vita che
prevedevano pochi cambiamenti. L’esperienza rappresentava un bene essenziale e coloro
che ne erano i depositari, gli anziani, godevano di stima e di fiducia. Si procedeva con
cautela poiché la novità era un rischio che avrebbe potuto mettere in difficoltà una
comunità intera. I cambiamenti lenti e ponderati del passato ci permettono di intuire la
mentalità e il modo di vivere dei nostri antenati.
A seguire lettura di alcune poesie scritte dalla nostra socia Elena Ghielmini e
tratte dal suo libro “Germogliare rebütà-risorgere”
al termine aperitivo offerto